Claudia La Malfa, Francesco Buranelli, Cristina Acidini, Claudio Strinati

Pintoricchio (Pinturicchio). Pittore dei Borgia

Il mistero svelato di Giulia Farnese

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    Edité par Claudia La Malfa
    Edité par Francesco Buranelli
    Edité par Cristina Acidini
    Edité par Claudio Strinati
    Editeur Gangemi Editore Sp.A
    Distributeur Association de Boccard

    La mostra che inauguriamo ai Musei Capitolini porta all'attenzione del pubblico quello stupefacente periodo, uno dei più fecondi della cultura romana, che vide alla fine del Quattrocento il tessuto dell'élite culturale e politica attraversato da un grande fermento umanistico, propugnato dagli intellettuali, ma fortemente controllato da una Curia romana che interpreta sé stessa come nuova Atene. Il filo conduttore dell'esposizione è il tentativo di riconoscere nelle lettere e nelle arti dell'epoca quella memoria della Roma antica, repubblicana e imperiale, sulla base della quale la Chiesa andava delineando il proprio “rinascimento” politico e religioso. I protagonisti della mostra, già indicati nell'intrigante titolo “Pintoricchio pittore dei Borgia. Il mistero svelato di Giulia Farnese”, sono Bernardino di Betto, detto il Pintoricchio (Perugia c. 1454 – Siena 1513), uno degli artisti più estrosi del nostro Rinascimento, “occhio di gazza” come lo definí magistralmente Lionello Venturi già nel 1913, e il neoeletto papa Alessandro VI (Rodrigo Borgia, 1492-1503), notis-sima e controversa figura di pontefice che ebbe, tuttavia, tra i suoi meriti quello di richiamare a Roma l'artista umbro a decorare il suo nuovo appartamento in Vaticano. Il Pintoricchio fu un artista protagonista del suo tempo capace di affrontare tutti i nodi centrali della pittura italiana del Quattrocento. Si cimentò, infatti, proponendo nuove soluzioni precorritrici di promettenti sviluppi, nella prospettiva lineare, nella pittura di paesaggio, nella pittura di storia, nella pittura di volte e soffitti, nello studio dell'antico. In tutti questi campi il Pintoricchio si dimostra spigliato, originale e anticonvenzionale; usando la felice espressione di Claudio Strinati, Bernardino di Betto fu il pittore del “tenue gigantismo”, capace, nelle sue opere più riuscite, di dilatare in registri quasi monumentali il calligrafico miniaturismo, spesso considerato un suo limite, e di avvicinarsi con sguardo consapevole e moderno alla lezione dell'antichità classica.

    Livre Broché
    Date de parution 2017-07-17
    Nbr Pages Arabes 192
    Collection Gangemi
    ISBN 13 978-8-849-23468-8
    Type Nom